Ludwig Thuille – sestetto per pianoforte e quintetto di fiati Op. 6; Luis Spohr Gran Nonetto per Fiati e Archi, F maggiore


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Gratuito senza prenotazione.

Ludwig Thuille – sestetto per pianoforte e quintetto di fiati Op. 6; Luis Spohr Gran Nonetto per Fiati e Archi, F maggiore

Conservatorio "A. Casella"

Dove e quando

martedì 04 Luglio 2023, 19:00
Auditorium del Parco

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Ludwig Thuille – Sestetto in si bemolle maggiore Op. 6 per pianoforte e fiati


Kaori Matsui Pianoforte 

Giampio Mastrangelo flauto 
Eugenio Mutalipassi oboe 
Roberto Petrocchi clarinetto 
Marco Ciamacco fagotto 
Giovanni D’Aprile corno 

Il Sestetto, scritto per pianoforte, flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno, è una composizione prettamente romantica con passaggi sovrapposti che creano continui cambiamenti di colore e di consistenza; si passa dalla maestosità del primo movimento alle melodie sentimentali del secondo, a episodi danzanti del terzo e a ritmi gioiosi e veloci del finale.
Il primo movimento, Allegro moderato, è aperto da un dolce assolo del corno; questo tema iniziale viene ripreso alternativamente dai fiati e poi scambiato con il pianoforte. Una serie di modulazioni conduce verso una breve sezione in cui il pianoforte accompagna episodi solistici del clarinetto, del flauto e dell’oboe, poi il pianoforte ha un ruolo da protagonista, non da semplice accompagnatore. Infine i fiati si raggruppano insieme e contrastano il pianoforte in un dialogo gioioso.
Anche il secondo movimento, Larghetto, inizia con un assolo del corno che introduce il tema principale dal carattere autunnale. Prosegue l’alternanza dei ruoli con passaggi indipendenti, poi il pianoforte prende il sopravvento mentre i fiati staccati eseguono decorazioni. All’ascolto, gli accoppiamenti tra fiati in ottave appaiono semplici, in realtà agli strumentisti si richiede un’intesa molto accurata.
Il terzo movimento, Gavotta: Andante, quasi allegretto, appare come una parodia dell’elegante danza barocca. Il movimento si apre con una vivace melodia dell’oboe, ripresa poi dagli altri strumenti. La sezione centrale è caratterizzata da robusti accordi del pianoforte.
Nel movimento finale, Vivace, il materiale tematico è continuamente scambiato da uno strumento all’altro in un gioco eccitante, quasi umoristico.

per Violino, Viola, Violoncello, Contrabbasso, Flauto, Oboe, Clarinetto, Fagotto, Corno
Allegro – Scherzo – Adagio – Finale 

Giampio Mastrangelo flauto 
Eugenio Mutalipassi oboe 
Roberto Petrocchi clarinetto 
Marco Ciamacco fagotto 
Giovanni D’Aprile corno 
Anna Pugliese violino 
Alessandro Santucci viola 
Matteo Scarpelli violoncello 
Carlo Pelliccione contrabbasso 

Louis Spohr (Braunschweig, 5 aprile 1784 – Kassel, 22 ottobre 1859) fu un virtuoso del violino, nonché una delle figure maggiori nello sviluppo del romanticismo musicale. Nato nel 1784 in Germania, dove morì nel 1859, e cresciuto in un ambiente familiare musicale, diventò un affermato compositore e direttore d’orchestra. Il connubio tra il forte legame con i generi classici e l’aspirazione romantica contraddistinguono lo stile innovativo e massimamente espressivo dell’artista, manifestati nella sua vasta produzione. Oggigiorno sono sempre più rare le occasioni di ascolto delle sue innumerevoli composizioni cameristiche. Al di là della produzione strettamente musicale, a Spohr si devono anche l’invenzione della mentoniera del violino (accessorio di forma concava sul quale si appoggia il mento che permette una maggiore stabilità dello strumento) e la tanto caratteristica bacchetta tenuta in mano dal direttore d’orchestra. Tra i concerti, le opere, le sinfonie e l’ampia produzione cameristica si annovera questo unico Nonetto da lui composto attorno il 1813 per necessità economiche, su commissione del mecenate, il ricco commerciante viennese Johann Von Tost, ed eseguito con successo per la prima volta a Vienna nell’autunno dello stesso anno. Fu Tost a richiedere la specifica combinazione di strumenti e a imporre la sua presenza a tutte le esecuzioni. Racconta Spohr: 

Gli ho chiesto (a Tost) quale forma d’arte avrebbe preferito questa volta. Il mio mecenate ci pensò un po’ e poi rispose un nonetto, scritto in stile concertante per quattro strumenti ad arco- violino, viola, violoncello e contrabbasso- e i cinque più nobili strumenti a fiato- flauto, oboe, clarinetto, corno e fagotto- in modo tale che ogni strumento fosse ascoltato secondo il suo carattere essenziale, un compito tanto interessante quanto grato… Fui stimolato dalla sfida, accettai volentieri e mi misi subito a lavoro. 

Non vi è dubbio che in questa composizione Spohr sia riuscito a sottolineare il carattere per così dire “essenziale” di ciascuno dei nove strumenti che si combinano all’interno di una mezz’ora di musica estremamente affascinante. Il Nonetto si articola in quattro movimenti: un solare Allegro di apertura, incentrato su un tema di quattro note che, annunciato dal violino e ripreso poi dal flauto e dal clarinetto si snoda in modo vivace fino ad un fugato; uno Scherzo con due Trii molto diversi, il primo in Re maggiore che impiega il violino in una frase elegantemente melodica per un Ländler (danza popolare austriaca, antenata del valzer) spensierato, il secondo in Si bemolle maggiore, che mette in risalto i fiati mentre il violoncello funge da basso; un Adagio ricco e densamente armonizzato che si distende in una conversazione con frasi alternate tra gli strumenti, secondo la tecnica della domanda e della risposta; ed infine un Finale vivace e brillante che porta al termine la composizione. 

Davide Inghilleri e Beatrice Spera 

(studenti di batteria e percussioni Jazz e di clarinetto del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila)


Ludwig Thuille – sestetto per pianoforte e quintetto di fiati Op. 6; Luis Spohr Gran Nonetto per Fiati e Archi, F maggiore
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